Consulta le FAQ per trovare risposte rapide e chiare alle domande più frequenti sui sistemi di Fibre Net, dalle caratteristiche tecniche alle modalità di applicazione.
I sistemi FRP (Fiber Reinforced Polymer) sono materiali compositi costituiti da fibre ad alta resistenza e ad alto modulo, come carbonio o vetro, impregnate con resine epossidiche. Vengono impiegati nel rinforzo strutturale di elementi in calcestruzzo armato e muratura per aumentare la resistenza a flessione, a taglio e al confinamento, senza modificare in modo significativo peso e geometria della struttura.
Il rinforzo con fibra di carbonio è particolarmente indicato quando si richiede un incremento elevato delle prestazioni meccaniche con spessori estremamente ridotti. È la soluzione ideale per interventi localizzati su travi, pilastri e nodi strutturali in buono stato, dove è fondamentale limitare l’invasività.
I sistemi FRP offrono un’elevata resistenza meccanica a fronte di un peso molto contenuto, consentono una posa rapida, presentano un’elevata durabilità e non sono soggetti a fenomeni di corrosione. Rispetto ai sistemi tradizionali, come il betoncino armato, non comportano aumenti significativi delle masse sismiche né variazioni geometriche rilevanti.
Sì, i sistemi FRP sono regolati dal CNR-DT 200, dalle NTC 2018 e dalla relativa Circolare applicativa. Possono inoltre essere qualificati tramite Certificato di Valutazione Tecnica (CVT) e accompagnati da certificazioni aggiuntive come ETA ed EPD.
Il dimensionamento avviene secondo le indicazioni del CNR-DT 200 e prevede la verifica del contributo a flessione e a taglio, l’analisi delle modalità di rottura e il controllo della lunghezza efficace di ancoraggio. Particolare attenzione va posta alla prevenzione del distacco del composito.
Il debonding è il distacco del rinforzo FRP dal supporto su cui è incollato ed è uno dei principali meccanismi di crisi. Si evita attraverso un’accurata preparazione del supporto, l’utilizzo corretto delle resine e una progettazione adeguata delle lunghezze di ancoraggio.
Le lamine in fibra di carbonio sono più rigide e vengono utilizzate per rinforzi lineari come quelli a flessione su travi. I tessuti, invece, sono più flessibili e si adattano meglio a geometrie complesse, risultando ideali per pilastri, nodi e superfici irregolari.
La posa dei sistemi FRP prevede delle fasi ben definite che comprendono la preparazione del supporto, la primerizzazione, la stesura della resina, la posa del rinforzo e la sua impregnazione. La corretta esecuzione del ciclo applicativo è determinante per garantire le prestazioni del sistema.
No, i sistemi FRP richiedono supporti asciutti, perché la presenza di umidità compromette l’adesione delle resine e può ridurre significativamente la durabilità dell’intervento.
Gli FRP sono più indicati per rinforzi localizzati su elementi strutturali con supporto sano e prestazioni elevate richieste, mentre i sistemi CRM risultano preferibili per interventi diffusi su murature degradate, dove è necessario migliorare la coesione e il comportamento globale. La scelta deve sempre derivare da un’attenta valutazione dello stato del supporto, degli obiettivi strutturali e dei vincoli progettuali.
Il CRM (Composite Reinforced Mortar) è un sistema di rinforzo costituito da rete in materiale composito, connettori e malta strutturale. Si comporta come un intonaco armato tridimensionale in grado di migliorare in modo significativo la resistenza e la risposta globale della muratura.
Il CRM è particolarmente adatto per murature degradate, irregolari o con scarsa resistenza meccanica, come quelle in pietrame o a sacco. È uno degli interventi più efficaci nel miglioramento sismico degli edifici esistenti.
I sistemi CRM consentono di ottenere un rinforzo diffuso e collaborante, migliorano la durabilità rispetto alle soluzioni tradizionali e garantiscono una migliore compatibilità con i materiali esistenti, soprattutto negli edifici storici. Inoltre aumentano la duttilità della struttura, migliorandone il comportamento sotto azioni sismiche.
Sì, il CRM incrementa la resistenza a taglio, la capacità dissipativa e il comportamento fuori piano delle murature, contribuendo a ridurre il rischio di collassi fragili durante eventi sismici.
Lo spessore tipico di un sistema CRM è compreso tra 30 e 40 millimetri per lato, ma può variare in funzione delle prestazioni richieste e del sistema certificato utilizzato.
I connettori vengono dimensionati in base alla loro resistenza a trazione, alla lunghezza di ancoraggio e alla densità prevista per metro quadrato. Sono elementi fondamentali per garantire il comportamento tridimensionale del rinforzo.
Il numero di connettori varia generalmente tra 3 e 6 per metro quadrato, in funzione delle caratteristiche della muratura e delle indicazioni progettuali.
Il CRM utilizza reti preformate e connettori inglobati nella malta strutturale ed più adatto a interventi diffusi, mentre l’FRCM impiega reti secche o impregnate con matrice inorganica, è più indicato per rinforzi localizzati e meno invasivi grazie al ridotto spessore.
L’applicazione di un sistema CRM prevede la preparazione del supporto, la posa della rete e degli eventuali angolari, la realizzazione dei perfori per l’installazione dei connettori trasversali e la successiva stesura della malta strutturale, con completo inglobamento della rete, al fine di assicurare un comportamento collaborante del sistema.
Il supporto deve essere adeguatamente saturato ma privo di ristagni d’acqua superficiale, per favorire la corretta adesione della malta.
L’applicazione dei sistemi CRM in condizioni invernali è ammessa a condizione che la temperatura non scenda al di sotto di +5 °C e che siano adottate adeguate misure di protezione per evitare il gelo e garantire una corretta maturazione della malta.
Il CRM è indicato per interventi diffusi su murature esistenti e degradate, mentre gli FRP sono preferibili per rinforzi puntuali su elementi strutturali in buone condizioni. La scelta dipende sempre da un’analisi preliminare del supporto e degli obiettivi strutturali.
La ristilatura armata è una tecnica di consolidamento delle murature faccia a vista che prevede l’utilizzo di trefoli e connettori da inserire nei giunti di malta e consente di migliorare le prestazioni meccaniche senza alterarne l’aspetto architettonico.
La ristilatura armata è particolarmente indicata in presenza di murature faccia a vista, edifici storici vincolati o quando si desidera migliorare le prestazioni strutturali senza alterare l’aspetto architettonico della parete. È ideale per murature degradate ma ancora recuperabili.
Il principale vantaggio è l’integrazione del rinforzo con la muratura esistente, senza aumentarne lo spessore o modificarne l’aspetto superficiale. Rispetto ai sistemi CRM o FRP, l’intervento è meno invasivo e più compatibile con edifici storici, garantendo comunque un miglioramento diffuso delle prestazioni.
Il sistema RETICOLA utilizza trefoli e connettori inseriti nei giunti della muratura per creare una maglia tridimensionale diffusa. Questa configurazione consente di migliorare la resistenza a taglio, aumentare la coesione interna e distribuire meglio le tensioni, rendendo la muratura più stabile e resistente.
Sì, perché aumenta la capacità della muratura di resistere alle azioni orizzontali e migliora la duttilità del sistema. Questo riduce il rischio di meccanismi di collasso fragile e contribuisce a un comportamento più sicuro durante gli eventi sismici.
RETICOLA è la soluzione applicata su un singolo lato del paramento murario. RETICOLA TWIN estende l’intervento su entrambe le facce della muratura, migliorando la connessione trasversale. RETICOLA PLUS combina la ristilatura armata su lato con il sistema CRM sull’altro lato, incrementando le prestazioni strutturali della muratura e preservando l’aspetto della facciata esistente.
Sì, è una delle tecniche più compatibili con il restauro conservativo, in quanto interviene solo nei giunti senza modificare l’aspetto della muratura. Se eseguita con malte a base calce, garantisce traspirabilità e compatibilità chimico-fisica.
L’intervento prevede la scarifica dei giunti di malta, la pulizia accurata, l’inserimento dei trefoli e la ristilatura con malta strutturale. La corretta esecuzione è fondamentale per garantire l’efficacia del sistema.
La tecnica è adatta a murature in pietra, mattoni o miste, purché presentino una buona tessitura con elementi ancora integri e ben disposti. Non è indicata in presenza di disgregazione totale del paramento.
La ristilatura armata è preferibile quando è necessario mantenere la muratura faccia a vista, mentre il CRM è più indicato per interventi strutturali diffusi con maggiore incremento prestazionale.
Lo sfondellamento è un fenomeno tipico dei solai in laterocemento che consiste nel distacco delle pignatte o dell’intonaco dall’intradosso. È pericoloso perché può avvenire improvvisamente, causando la caduta di materiale e mettendo a rischio la sicurezza delle persone.
Fibre Net è punto di riferimento per l'intera struttura, e propone ai progettisti ed imprese soluzioni tecnicamente efficaci per garantire l'eccellenza nella realizzazione scenici degli edifici e delle infrastrutture.